Efrem Sabatti - Psicologo a Brescia

Efrem Sabatti - Psicologo a Brescia

IMPORTANTE: PRIMA DI CONTATTARMI ...


IMPORTANTE: PRIMA DI CONTATTARMI ...

Prima di contattarmi, ti invito a leggere con attenzione le righe che seguono, per capire se il mio metodo può fare al caso tuo oppure no. Questo ti permetterà di non perdere tempo in colloqui preliminari e di iniziare il lavoro già dalla prima seduta.



QUANDO CHIEDERE AIUTO

Diverse possono essere le ragioni che portano una persona a richiedere un aiuto professionistico:

- una fobia invalidante che impedisce di svolgere parzialmente o completamente le attività della quotidianità

- un pensiero ossessivo e ricorrente che si è insediato nella mente e, da ospite si è trasformato in uno scomodo padrone di casa

- un costante stato di ansia ed insicurezza che accompagna come un’ombra ogni azione della giornata e che portiamo sulle spalle come una specie di consigliere pessimista che continua a sussurrarci nell’orecchio i possibili effetti catastrofici delle nostre azioni

- la sensazione di vivere costantemente in una condizione di conflitto continuo con gli altri, senza possibilità di trovare una via di uscita.

A volte sono le abitudini che costruiamo per aiutarci ad affrontare la quotidianità che, con il passare del tempo, si trasformano in inflessibili dittatori che esigono di essere obbediti e che imprigionano la vita di una persona in rituali compulsivi, stili alimentari al limite della sopportazione, organizzazioni e pianificazioni estreme che obbligano la persona a rimanere in una condizione di sopravvivenza anziché di vita.

E ancora cambiamenti improvvisi nel lavoro, nella vita di coppia, imprevisti che, al di fuori di qualunque controllo, possono irrompere senza preavviso e scuotere l’equilibri che ci eravamo creati.

Non esiste persona al mondo che non sia rimasta o che non rimarrà imprigionata in una situazione di difficoltà, la differenza la fa come una persona affronta. Questo significa che la prima leva del cambiamento è analizzare cosa stiamo facendo rispetto alla situazione di difficoltà che stiamo affrontando, perché, se la situazione permane, significa che il nostro tentativo non sta producendo miglioramenti e quindi, persistere nella direzione, non potrà portare ad una risoluzione, ma farà perdere mesi o anni di vita o addirittura allontanerà dalla soluzione facendo camminare nella direzione opposta.



COSA SI INTENDE PER AIUTO

È fondamentale, almeno per il mio modo di lavorare, mettere in chiaro un aspetto fondamentale: la responsabilità del benessere dipende SOLO da te.  La terapia non è magica, non ci sono super poteri, non è una delega al terapeuta.

Te lo dico perché in molti casi la richiesta di aiuto si confonde con una sorta di resa incondizionata “mi abbandono nelle tue mani e ti do il compito di salvarmi la vita” che a volte rasenta l’aspettativa magica: “siccome mio marito non mi ascolta quando gli dico di smettere di fumare, l’ho portato da lei! Glielo dica che deve smettere!” o ancora “vorrei che lei mi ipnotizzasse e mi facesse venire la motivazione per mettermi a dieta”. Mi dispiace, ma non funziona così, o almeno, io sono molto scettico a riguardo e, quindi, non voglio improvvisare, trattandosi della tua salute. Prima di tutto non credo che sia molto salutare essere tolti dalla difficoltà dall’intervento di qualcun altro, perché distrugge la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, e non risolve il problema di imparare ad affrontare le difficoltà future.  Questo vale anche per quanto riguarda le aspettative nei confronti degli altri “è la mia famiglia, mio marito, mia moglie, i miei figli che devono cambiare”. È molto improbabile che ciò avvenga e che avvenga esattamente come tu lo desideri. Lo stesso vale se speri che accada qualcosa di miracoloso o fortunato in grado di sistemare le cose.

Io come terapeuta posso dirti COME farlo. Posso darti gli strumenti PER farlo. Ma TU DEVI FARLO.



COSA ASPETTARTI

Approccio breve strategico

Il mio lavoro si basa su protocolli di elevata efficacia appresi durante un master di secondo livello in psicologia clinica breve strategica e che seguono un iter ben specifico focalizzato alla risoluzione del problema. Per ogni protocollo di intervento esistono specifici strumenti, esercizi ed indicazioni che la persona deve seguire scrupolosamente. In genere l’intervento è breve (una decina di incontri), focalizzato al problema e ben definito nel suo processo. Affinché ciò sia possibile è fondamentale stabilire la collaborazione a seguire le indicazioni previste dal protocollo, perchè questo possa esprimere il massimo dell’efficacia.



Ipnosi

L’ipnosi è uno strumento che utilizzo spesso all’interno della terapia, quando ritengo vi siano le indicazioni ottimali per una sua efficacia terapeutica. Alcuni aspetti importanti per evitare fraintendimenti su questa affascinante tecnica:

- Non è sostitutiva del protocollo strategico o di altri step previsti nella terapia, semmai uno strumento integrativo

- Non è una scorciatoia per evitare l’impegno personale, semmai un valido aiuto

- Non è magia, ma una seria tecnica in grado di ottimizzare le capacità mentali interne della persona 



Approccio psicocorporeo

In molti casi mi avvalgo di tecniche di bioenergetica e di altri strumenti psicocorporei che catalizzano il percorso terapeutico e facilitano l’integrazione della dimensione psichica con l’esperienza emotiva e corporea.

In ogni caso la terapia più adatta viene valutata dal professionista durante la fase di valutazione del problema.Queste sono doverose precisazioni per capire se l’approccio che propongo è indicato per quello che stai cercando, perché una psicoterapia mal gestita non è solo inefficace, ma rischia di diventare dannosa perché, facendo perdere tempo, mantiene la persona nel problema per un periodo significativamente più lungo e rinforza progressivamente la sua convinzione disfunzionale di non poter uscire dal problema.



RIASSUMENDO

- Si utilizzano specifici protocolli di intervento ad hoc per le distinte problematiche (attacchi di panico, disturbi ossessivi compulsivi, fobia sociale, disturbi alimentari, ecc…) che siano replicabili con la stessa efficacia (ossia per pazienti diversi, si utilizza lo stesso protocollo che ha già avuto successo su decine di migliaia di casi in tempi diversi e con terapeuti diversi, a dimostrazione che è il protocollo che funziona e non l’arte del terapeuta) e che siano predittivi (si può prevedere in anticipo gli effetti possibili della manovra e la durata del percorso).

- Si chiede al paziente, tra un appuntamento e l’altro, di fare alcune sperimentazioni che sono in tutto e per tutto parte della terapia e sono indispensabili per permettere al terapeuta di monitorare l’andamento del percorso.

- Se entro i primi incontri, nonostante vengano seguite scrupolosamente le indicazioni, non si ottengono risultati, la terapia si interrompe, per evitare di procedere ostinatamente per tentativi casuali, con il rischio di esporre il paziente ad un percorso non più quantificabile in termini di efficacia e di durata e privandolo della possibilità di fare altre terapie magari più adatte.

- Si definisce in seduta un obiettivo concreto da raggiungere (“stare bene”, “essere felici”, “sentirsi tranquilli” non sono obiettivi concreti ma sensazioni che derivano dal raggiungimento dell’obiettivo, non sono l’obiettivo).  Chi insegue la felicità trova frustrazione e disperazione, chi raggiunge un obiettivo (un risultato sul lavoro, un miglioramento nella sua prestazione sportiva, il superamento di una paura,) poi si sente felice.

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