Efrem Sabatti - Psicologo a Brescia

Efrem Sabatti - Psicologo a Brescia

Non comunicare è impossibile, ma comunicare bene è difficile...


Non comunicare è impossibile, ma comunicare bene è difficile...

Partiamo dalla grande e inflazionatissima massima del grande Paul Watzlawick “è impossibile non comunicare”.



Se è assolutamente assiomatica affermazione, riuscire a veicolare nel modo più accurato possibile il messaggio che vogliamo, si rivela invece, spesso, molto complicato. Innanzitutto, non è sufficiente parlare  tanto, ma è fondamentale rendere interessante ciò che dico, sostenendo anche con il non verbale il mio concetto. Non è importante solo il concetto che voglio trasmettere, ma anche il modo in cui lo dico. Posso parlare veramente poco ed ottenere un grande risultato, perché a volte solo uno sguardo determinato serve molto di più di tanti sproloqui.

Il critico letterario Samuel Johnson diceva "non usate paroloni per trattare questioni semplici. Un uomo che usa troppe parole per esprimere concetti semplici è come un cattivo tiratore che invece di lanciare contro un oggetto una sola pietra ben mirata, ne lancia una manciata a caso sperando di colpirlo". Inoltre una buona comunicazione non si misura da quello che dico, ma da cosa l’altro capisce. Questo è uno dei cardini della comunicazione. Posso essere sicuro di essermi spiegato bene, ma se l’altro si comporta in maniera disattesa rispetto a quello che mi aspetto che lui faccia, a mio parere significa che qualcosa nella mia comunicazione non ha funzionato.  A questo punto diventa importante chiedersi “cosa può aver rovinato il mio intento comunicativo?”  Sono stato chiaro? L’ambiente era adeguato? Ho scelto il canale migliore tenendo conto dei “rumori” dell’ambiente? Se mentre parlo ci sono rumori provenienti da lavori in corso o gente che urla, probabilmente il nostro interlocutore capirà un quarto di quanto sto dicendo, poiché le mie scelte(comunicazione verbale mediante l’uso di parole veicolate con la voce) non hanno tenuto conto delle interferenze sonore dell’ambiente. In questo caso può essere più efficace il canale visivo (ad esempio leggendo delle slides). Il modo migliore per capire se il messaggio è stato colto è quello di richiedere un feed back, domandando “hai capito?” “sono stato chiaro?”. Ovviamente se l’altro risponde di sì ma continua a fare tutt’altro dobbiamo anche accettare la possibilità che l’altra persona non voglia interagire, seguirci, mettersi in discussione e quant’altro. Noi possiamo arrivare fino ad un certo punto, ma ricordiamo sempre che la buona comunicazione è interazione e volontà di capirsi. Se una persona non vuole assolutamente, potrà arrivare a tapparsi le orecchie per non sentire. È tristemente celebre il caso di Galileo Galilei, che attaccato per le sue teorie, invitò i suoi accusatori a non credere a lui, ma a guardare dentro al telescopio e questi si rifiutarono. Come dire “non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere”.  





 

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